Non una di meno

Non una di meno

mercoledì 30 luglio 2014

“GIU’ LE ARMI” e “FUORI LA GUERRA DALLA STORIA”

Mi preparo a partire per la Palestina dove sarò con Luisa Morgantini e Assopace dal 3 al 10 agosto.
Sono contenta che il mio scritto sia diventato un comunicato ufficiale dell'Udi.

Lettera aperta alle donne e agli uomini che possono…


“GIU’ LE ARMI” e “FUORI LA GUERRA DALLA STORIA”

Riprendiamo lo slogan di Bertha Von Suttner, grande pacifista europea dimenticata, unito a quello che Lidia Menapace ha coniato quasi trent’anni fa nella prima grande assemblea in Italia delle Donne in nero, associazione creata da Hagar Rublev a Gerusalemme con donne israeliane e palestinesi.
Incominciamo con le parole di un poeta:

" Per ogni casa che gli israeliani distruggono, ogni vita che quotidianamente uccidono e persino ogni giorno di scuola che fanno perdere ai ragazzi di Palestina, va perduta una parte dell'immenso deposito di verità e sapienza che, nella e per la cultura d'Occidente, è stato accumulato dalle generazioni della Diaspora, dalla sventura gloriosa o nefanda dei ghetti e attraverso la ferocia delle persecuzioni antiche e recenti. Una grande donna ebrea cristiana, Simone Weil, ha ricordato che la spada ferisce da due parti. Anche da più di due, oso aggiungere. Ogni giorno di guerra contro i palestinesi, ossia di falsa coscienza per gli israeliani, a sparire o a umiliarsi inavvertiti sono un edificio, una memoria, una pergamena, un sentimento, un verso, una modanatura della nostra vita e patria. […] la nostra vita non è solo diminuita dal sangue e dalla disperazione palestinese; lo è, ripeto, dalla dissipazione che Israele viene facendo di un tesoro comune. Non c’è laggiù università o istituto di ricerca, non biblioteca o museo, non auditorio o luogo di studio e di preghiera capaci di compensare l’accumulo di mala coscienza e di colpe rimosse che la pratica della sopraffazione induce nella vita e nella educazione degli israeliani.
E anche in quella degli ebrei della Diaspora e dei loro amici. Uno dei quali sono io. Se ogni loro parola toglie una cartuccia dai mitra dei soldati dello Tsahal, un’altra ne toglie anche a quelli, ora celati, dei palestinesi. Parlino dunque."
Così scriveva Franco Lattes Fortini, italiano, ebreo nel 1989.

Citiamo le sue parole perché non vogliamo esibire compianto per i morti o esecrazione per gli assassini. Sono sentimenti che non ci bastano più, e da troppo tempo.
Vogliamo appellarci alla responsabilità di chi è cittadino, di chi esercita il diritto di deporre il suo voto per decidere del bene comune e ai governi legittimati da quel voto e quindi doppiamente responsabili per il grande potere da ognuno affidato alle loro mani.
Soprattutto vogliamo appellarci alle cittadine, incluse nella responsabilità civile da meno di un secolo, depositarie di un diritto di voto conquistato da altre donne che l’hanno radicato in una pressante richiesta di pace e giustizia, a differenza degli uomini che l’hanno fondato su proprietà e armi.
In questa differenza di intenti e pratiche, di sentimenti e orizzonti noi riconosciamo l’ascendenza politica di cui vogliamo lasciare eredità e testimonianza a donne e uomini.
Non ci appelliamo alle donne per una comune condizione, come nel passato, ma per quella storia di pensiero e lotta che ci ha regalato le libertà di cui ora possiamo disporre, quella libertà che oggi rende visibili anche le differenze tra noi e quindi le diverse responsabilità.
Ci appelliamo per questo alle donne che sono al governo, alle donne che siedono in parlamento, alle donne che possiedono e amministrano beni, capitali, produzione, che esercitano un potere di azione e visibilità politica.
Chiediamo che escano dall’omologazione alle pratiche tradizionalmente maschili della politica dentro le quali rischiano una cooptazione complice di tutto.
Siamo convinte che le pratiche di pace possano avere credibilità e speranza solo se e quando potranno avere il sostegno attivo, specifico e riconosciuto delle donne, come è scritto chiaramente anche nella Risoluzione 1325 del 2000 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui si riafferma “il ruolo importante che svolgono le donne nella prevenzione e nella soluzione del conflitto”.

Se il peggio continua ad accadere ben oltre ogni nostra immaginazione, anche il meglio ha la stessa possibilità. Se vediamo con orrore intelligenza, energia, denaro, sprecati a sostegno della guerra, sappiamo con certezza che c’è una grande riserva di competenze, risorse, creatività politica che possono costruire la pace.
Che ognuna faccia la sua parte per uscire da ogni piccola/grande complicità con le guerre che ci circondano.
Chiediamo alle donne di governo di misurarsi con questa impresa e per aver svolto un dovere ne avranno anche merito.


UDI – Unione Donne in Italia

giovedì 27 marzo 2014



Scuola politica “giacche lilla”

FAVILLE:
Storie di donne
in una manciata di minuti

ore 20.45 - 21.45
Romano di Lombardia
c/o Circolo “Il Romanino” Via Mottini, 14
(parcheggio Piazza Fiume)
      
11 aprile 2014
CRISTINA DI BELGIOIOSO
e il risorgimento italiano

16 MAGGIO 2014
ELISABETH STANTON – Lucretia mott
  la dichiarazione dei sentimenti


lunedì 10 febbraio 2014

"SFAVILLE" calendario provvisorio ma attendibile

Scuola politica 
“giacche lilla”

calendario del ciclo
"FAVILLE:
Storie di donne
in una manciata di minuti"

ore 20.45 - 21.45
Romano di Lombardia
c/o Circolo “Il Romanino” Via Mottini, 14
(parcheggio Piazza Fiume)

17 gennaio 2014        OLYMPE DE GOUGES

21 FEBBRAIO 2014      ELISABETH CADY STANTON 
 (rimandato)

28 MARZO 2014           CRISTINA DI BELGIOIOSO

11 APRILE 2014           ANNAMARIA MOZZONI

16 MAGGIO 2014         ROSA LUXEMBURG

con Rosangela Pesenti
e il Gruppo Sconfinate

lunedì 27 gennaio 2014

GIORNATA DELLA MEMORIA



Per la
GIORNATA DELLA MEMORIA
presenta:

Vita? O Teatro?
La capacità di resistere al male
nell’opera artistica
di Charlotte Salomon
Berlino 16 aprile 1917 – Auschwitz 10 ottobre 1943

a cura di Rosangela Pesenti


27 gennaio 2014 ore 20.45

                           Sala della Rocca
Romano di Lombardia


lunedì 13 gennaio 2014

FAVILLE: storie di donne in una manciata di minuti

Il gruppo Sconfinate organizza e vi invita al primo incontro mensile del progetto "Faville: storie di donne in una manciata di minuti". La prima serata sarà dedicata ad Olympe de Gouges, la cui storia verrà raccontata da Rosangela Pesenti, storica, attivista politica, femminista, professoressa di storia e letteratura e scrittrice. Attraverso le sue parole ogni mese conosceremo più approfonditamente donne diverse, tra le tante che hanno fatto la storia partecipandovi attivamente, pur essendo prontamente cancellate dai libri di testo nei quali non vengono mai citate. "Faville: storie di donne in una manciata di minuti" vuole essere un'occasione per conoscerle e riconoscere la nostra storia attraverso la loro, un modo per toglierle dal confino in cui sono state relegate dalla memoria storica e per salvare noi stesse/i dal vuoto lasciato da questa omissione. 
Una serata conviviale e anticonformista, come è da sempre lo stile del gruppo Sconfinate, per "produrre cultura" in modo alternativo.
Vi aspettiamo per un venerdì sera "sconfinato"!



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